La Michelangelo Foundation presenta
La Michelangelo Foundation presenta
Restaurando
Restaurando A cura di: Isabella Villafranca Soissons
I segreti del restauro
Un’occasione unica per ammirare i maestri restauratori al lavoro

Quanti segreti cela un’opera d’arte restaurata! L’opera in sé ci riempie di meraviglia, ma quello che non possiamo vedere è il paziente e certosino lavoro di restauro, eseguito con tecniche molto avanzate. Homo Faber ci dà l’occasione per scoprirlo. Questa mostra ci porta dietro le quinte di un laboratorio di restauro, per ammirare l’impareggiabile perizia degli artigiani che ogni giorno ridanno vita a tanti capolavori. Osserviamo i maestri restauratori di Open Care, società milanese leader nel campo del restauro e della conservazione, intenti a restaurare alcune importanti opere d’arte antica e contemporanea.

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Talenti e tecniche
Le poliedriche doti di un restauratore

Un restauratore deve essere medico, chirurgo, chimico, storico dell’arte, artigiano e anche un po’ detective per diagnosticare e ripristinare un’opera d’arte danneggiata. Un restauratore di arazzi, per esempio, deve passare molte ore nel laboratorio dei colori per trovare le 250 tonalità che servono per rispettare il naturale processo di scolorimento dei filati antichi. Mentre un restauratore specializzato in opere contemporanee deve essere in grado di identificare i solventi chimici adatti ai materiali usati dall’artista. Ogni progetto è unico, e ogni restauro è il risultato del lavoro dell’artista che ha creato l’opera unito alla passione e all’attenzione dell’eroe senza nome che, rimanendo fedele alla visione originale dell’artista, è stato in grado di restaurarla.

Per ogni progetto un approccio ad hoc
Tecnica mista

Per riparare una delicata opera d’arte astratta realizzata nel 1958 da Salvatore Scarpitta i restauratori consolidano la materia con microiniezioni di resina di sintesi attivata con un termocauterio.

Pittura su legno

Una restauratrice si serve di un microscopio per pulire meticolosamente un dipinto su legno realizzato nel XV secolo dall’artista Giovanni Bellini.

Opere d’arte antica e contemporanea
Uno sguardo ravvicinato al lavoro del restauratore

Il restauratore è dotato di abilità manuale, passione e talento. Scopriamo come questi doni lavorano insieme in otto opere d’arte antica e contemporanea: un tappeto Holbein del XV secolo, un cassone fiorentino del XVI secolo, un orologio da parete realizzato dall’orologiaio Jean-Baptiste Duchesne nel XVIII secolo, un piede in poliuretano espanso verde creato nel 1969 dall’artista Gaetano Pesce. Ogni artigiano indossa una videocamera GoPro che consente al pubblico di ammirare da una distanza molto ravvicinata il loro incredibile lavoro. È possibile osservare anche dimostrazioni sull’utilizzo di un laser scanner 3D nella diagnostica di capolavori da restaurare, oltre a immagini delle opere prima e dopo il restauro. Questa mostra ci permette non solo di comprendere cosa c’è dietro a un restauro, ma anche di apprezzare il talento e la creatività di quanti si dedicano a questo complesso lavoro.

Riparazioni invisibili
Tempera su tela

Il restauro della tela lacerata di un dipinto a tempera risalente al XVI secolo. Anticamente la tempera era prodotta mescolando i pigmenti con un legante come il tuorlo d’uovo.

Tesori dell’ebanisteria

Dopo aver riparato un cassettone ottocentesco realizzato dall’ebanista Giuseppe Maggiolini, il restauratore amalgama i nuovi inserti con l’intarsio originale.

Dimostrazioni live di restauratori specializzati

Dodici artisti del restauro di Open Care danno una dimostrazione pratica del loro lavoro, rivelando i segreti del loro mestiere. Tra questi:

Federica Salvioni, Conservatrice-restauratrice di dipinti, opere in tecnica mista e affreschi Enrica Cabianca, Conservatrice-restauratrice di dipinti e di opere in tecnica mista Chiara Fiegl, Conservatrice-restauratrice di dipinti e di opere in tecnica mista Milena Gigante, Conservatrice-restauratrice di arazzi e tappeti antichi
Isabella Villafranca Soissons

Laureata in architettura e diplomata in restauro di dipinti, Isabella Villafranca Soissons ha lavorato per molti anni come conservatrice a New York e Londra. Trasferitasi a Milano, ha contribuito alla creazione del Dipartimento di Conservazione e Restauro di Open Care, che oggi dirige. La sua formazione l’ha portata a interessarsi di materiali, tecniche e conservazione di opere d’arte contemporanea. Isabella Villafranca Soissons è anche curatrice, docente e relatrice in numerose conferenze. Ricopre inoltre l’incarico di vice presidente del comitato scientifico per il corso interdisciplinare di alta formazione «La Plastica nell’arte e per l’arte» al Museo della Fondazione Plart di Napoli.

www.michelangelofoundation.org